Rifugi Aperti del Mediterraneo
Siamo arrivati alla XII^ Edizione di RAM Rifugi Aperti del Mediterraneo, parte gioiosa e gustosa di un più ampio progetto di ricerca scientifica che borronearchitetto porta avanti dal 2007 con il sostegno del Club Alpino Italiano e che ha come finalità la valorizzazione della funzione del Rifugio nell’Appennino, spina dorsale di collegamento fisico, simbolico ed economico dell’Europa centrale all’arco mediterraneo.
Il sistema dei rifugi e dei sentieri, rappresenta una unica infrastruttura integrata (per quanto possibile…) con i centri pedemontani che trasforma il Rifugio appenninico, da punto di salvezza in un paesaggio ostile e deserto (luogo di incontro brusco e spartano in un’avventura silenziosa e solitaria), a presidio culturale, si evolve in un sistema complesso di attrezzature per la montagna (utilizzate sempre più a rete, in connessione con il sistema ricettivo a valle), integrato nel sistema turistico. A tutti gli effetti, è quindi vetrina di un territorio dove sviluppare gli aspetti della educazione ambientale (Centro di Educazione Ambientale), della cultura materiale (prodotti gastronomici, artigianato), immateriale (momenti di approfondimento scientifico, artistico, etnografico, psicoterapeutico), comunicativo (concerti, filmografia, bibliografico) e di sicurezza (Soccorso alpino, incendi dei boschi).
Oltre questi motivi la ricerca ha evidenziato la capacità costruttiva edilizia nel realizzare gli edifici in luoghi impervi per accessibilità e clima. I rifugi sono l’estrema esemplificazione della capacità costruttiva delle imprese e la loro capacità di sentirsi partecipi a grandi obiettivi sociali. All’epoca erano edifici a supporto della pastorizia. Oggi questi diventano infrastrutture del turismo. Una nuova era di sviluppo si è aperta. A questa le imprese edili sono già chiamate a partecipare replicando gli anni della riscossa della nostra nazione. Per tali motivi, la manifestazione ha in sé implicitamente anche il doveroso riconoscimento al sistema delle imprese che ha reso possibile attrezzare la montagna a quote non confortevoli.
La manifestazione organizzata congiuntamente con la Sezione di Farindola, si svolgerà nella giornata del 21 settembre e prevede l’escursione dal centro del paese di Farindola (m 530 slm) al Rifugio di Valle d’Angri (m 789 slm) passando per la cascata della Vitella d’oro spettacolare cascata alta 28 metri e sorgente tra le più importanti del versante sud del gruppo del Gran Sasso. Dopo avere raggiunto il rifugio in circa una ora, vi sarà l’accoglienza di tutti i partecipanti ed i saluti istituzionali e seguirà un momento di riflessione scientifica su un tema di grande attualità, quello delle risorse idriche. Alla conclusione vi sarà un pranzo informale preparato con prodotti locali e/o di filiera corta, con patrocinio di Slow Food Abruzzo.
Relazione dell’evento disponibile qui

