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acqua del gran sasso logo13 maggio 2019 - LA SICUREZZA DELL’ACQUA DEL GRAN SASSO

La storia fino ad oggi.
Dal massiccio del Gran Sasso ricevono acqua d’alta qualità le popolazioni di tre province abruzzesi
(Teramo, L’Aquila e, parzialmente, Pescara). La montagna ospita al suo interno i Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (3 grandi cameroni, più gallerie di collegamento e altri locali più piccoli) e le gallerie dell’autostrada A24 Teramo-Roma (due diverse gallerie di circa 10 km con corsia di marcia e corsia di sorpasso).

È noto che la realizzazione di queste opere ha comportato – oltre alla morte di 11 operai durante i lavori – l’abbassamento della falda del Gran Sasso di circa 600 metri con gravi conseguenze su tutto il sistema idrografico abruzzese a partire dalla diminuzione (in alcuni casi, oltre il 50%) di numerose sorgenti presenti sul Gran Sasso.
Agli inizi degli anni 2000, le Associazioni ambientaliste furono protagoniste di una grande campagna per contrastare la volontà dell’allora Governo nazionale di realizzare, su richiesta dell’INFN, un terzo traforo di servizio e l’ampliamento dei Laboratori esistenti. Questi interventi avrebbero nuovamente inciso sull’acquifero aggravando la situazione determinatasi con i lavori
precedenti.
Durante tale campagna, che vide il coinvolgimento di tutte le Istituzioni del territorio, oltre ad una grandissima adesione da parte dei cittadini, per la prima volta furono sollevati dubbi sulla reale sicurezza di un sistema che mette a stretto contatto i punti di captazione dall’acquifero del Gran Sasso con i Laboratori dell’INFN e le gallerie autostradali.

pdf 13 maggio 2019 - Scheda Osservatorio